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Come arrivare:

Mompeo
Il
territorio, come vuole la tradizione, sorge nel luogo in cui un
generale romano, Gneo Pompeo, edificò la sua villa residenziale
e diede probabilmente il nome a questa terra. Tuttavia non solo
la tradizione rievoca gli antichi fasti della civiltà romana:
in questa ridente zona della Vallata del Farfa sono ancora evidenti
numerose testimonianze di siti archeologici di notevole interesse,
tra cui spiccano monumenti funerari, resti di ville ed il caratteristico
ponte sul Farfa. Dopo l'età imperiale, si rinvengono notizie di
Mompeo nell' 817 d.C. dal Regesto Farfense, dove si parla del
Fundum Pompeianum quale territorio di pertinenza dell' Abbazia
Benedettina, confermato in una nota dell' 825, e nell'840 in un
diploma dell' Imperatore Lotario. Di lì a poco, nell'875, l'Abate
Giovanni conferisce l'investitura feudale dei suoi domini ad un
tale Francone, che fa edificare la sua fortezza su di un colle,
ovvero l' attuale zona del centro storico.
Dalla metà del X secolo, dopo le invasioni saracene che avevano
sconvolto anche la terra sabina, fino alla distruzione dell' Abbazia
di Farfa, si hanno notizie della lenta ricostruzione della badia
benedettina, mentre del feudo di Mompeo si conosce solo il passaggio
dell'investitura ai fratelli Gaderisio e Ottaviano di Buza. Nel
XII secolo signore feudatario di Mompeo è Simeotto Orsini, capostipite
di una lunga dinastia che diede lustro e prestigio alla terra
di Mompeo per cinque secoli, fino alla cessione del feudo nel
1635 ai Marchesi Capponi di Firenze.
Nel
1646, il feudo è ceduto ai Marchesi Naro di Roma, sotto la cui
protezione Mompeo raggiunse inusitato splendore: durante la permanenza
dei Naro furono edificati e valorizzati i complessi monumentali
più importanti che oggi possiamo ammirare: Palazzo Baronale Orsini-Naro,
Chiesa Parrocchiale "Natività di Maria Santissima", Porta d' ingresso
al centro storico. L'attività di Fabrizio e di Bernardino Naro
legati da profonda amicizia con Papa Urbano VIII, contribuì con
magnificenza al progresso civile e culturale della comunità di
Mompeo. Il profondo legame affettivo che univa Fabrizio e Bernardino
Naro a Mompeo è testimoniato inoltre anche dalla volontà espressa
da entrambi di lasciare sepolto il cuore nella cappella gentilizia
della Chiesa Parrocchiale di Mompeo, a memoria della particolare
benevolenza che li legava a questa stupenda terra. Le rispettive
tombe invece si trovano nella Cappella Gentilizia di famiglia
nella Basilica di S. Maria sopra Minerva in Roma.
Dopo questo periodo di particolare splendore, si ricorda ancora
la famiglia Naro fino alla metà del XVIII secolo, cui fecero seguito
fino al '900, quali proprietari del Palazzo Baronale, i Patrizi,
i Luciani, Ciufici, nonché i Baranello, Di Salvo. Dal 1995 il
Palazzo Baronale è proprietà del Comune di Mompeo. Fino al 1870
Mompeo è territorio dello Stato Pontificio, Provincia della Sabina,
Distretto di Poggio Mirteto; durante il Regno d'Italia fu aggregato
alla provincia di Perugia, Circondario di Rieti, fino ad integrarsi
nel 1927, quale Comune della nuova Provincia di Rieti.
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